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Periodico bimestrale Anno XIX, numero 86 Mag. / Giu. 2018 ISSN 1128-3874
» Analisi e Calcolo » N. 80 » Il comportamento non lineare del materiale
METODOLOGIA

Francesco Palloni

Spesso capita che l’ipotesi di materiale con caratteristiche elastiche lineari risulti inadeguata per modellare correttamente il fenomeno meccanico che si vuole simulare. Questo può manifestarsi, ad esempio, quando gli stress nei materiali duttili aggiungono e superano la tensione di snervamento e nascono plasticizzazioni, oppure quando il materiale presenta intrinsecamente un comportamento non lineare tra carico applicato e deformazione, come nel caso delle plastiche o delle gomme.

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Il secondo caposaldo della teoria dell’elasticità lineare è quello di assumere la proporzionalità diretta tra le deformazioni di un corpo e i carichi applicati. Ciò si traduce nella famosa legge di Hooke che esprime matematicamente il legame tra la forza applicata e l’allungamento. A parità di forma del componente, l’allungamento dipende dalle caratteristiche del materiale, in particolare dal modulo di elasticità. Nel grafico sono rappresentati 4 diversi tipi di materiali. La curva viola indica un materiale fragile (come la ghisa o il vetro), che presenta una pendenza costante fino al raggiungimento della rottura. La curva verde mostra l’andamento tipico di un materiale duttile (come un acciaio dolce) il quale, una volta superato lo snervamento, manifesta una deviazione rispetto alla linearità. La curva rossa mostra qualitativamente l’andamento di un materiale plastico. La curva azzurra mostra il comportamento di una gomma. In questo caso l’ipotesi di linearità copre soltanto un tratto molto limitato della curva.

Differenze tra materiale lineare e non lineare

Figura 2 – Confronto dello stato di sollecitazione su una piastra forata tra materiale lineare elastico e materiale elasto-plastico, a parità di carico applicato.

Come già detto, nella maggior parte dei casi, l’ipotesi di linearità è idonea per rappresentare il comportamento del materiale nei calcoli ingegneristici. Un modello di materiale perfettamente lineare è sufficiente per il proporzionamento degli organi meccanici, utilizzando materiali metallici, quando il livello di sollecitazione è inferiore alla tensione di snervamento. Se però il nostro calcolo lineare produce sollecitazioni che sono più alte rispetto allo snervamento come ci comportiamo? Di solito andiamo ad aumentare spessori e a riprogettare la parte in maniera da riportare lo stress sotto il valore dello snervamento. In realtà, per un materiale duttile superare lo snervamento ed entrare in campo plastico produce un effetto particolare sullo stato di sollecitazione. Il materiale snervato non è in grado di sostenere ulteriori incrementi di sollecitazioni locali, le quali tenderanno a ridistribuirsi nella zona circostante, tipicamente una zona limitata. Quando si supera lo snervamento l’effetto quindi non è quello della rottura catastrofica del componente (cosa che potrebbe anche succedere se i carichi sono elevati), ma la generazione di una deformazione plastica permanente locale, che potrebbe comunque risultare pienamente compatibile con la funzionalità della parte. Nella figura si vede il confronto tra due verifiche eseguite sul solito modello, una piastra forata soggetta a un carico di trazione. La parte superiore della figura mostra la verifica con una legge di materiale lineare, la parte inferiore mostra i risultati nell’ipotesi di utilizzare un materiale elasto-plastico. Come si può vedere, la ridistribuzione delle sollecitazioni a causa dello snervamento del materiale porta il sistema ad uno stato di equilibrio con sollecitazioni molto inferiori rispetto al calcolo lineare elastico, facilitando la verifica. Non a caso, esistono delle normative di riferimento quali le API statunitensi per la verifica delle pompe, o le normative per i recipienti a pressione quali ASME VIII Div. 2 e EN 13445 che prevedono delle procedure di verifica al FEM con modello di materiale elasto-plastico. A questo proposito può essere interessante la lettura del [Rif. 1] che parla proprio delle analisi elasto-plastiche nella verifica dei pressure vessels.

In effetti, come per i ludi circensi, il calcio è divantato una sorta di religione: oggi, al contrariuo del passato, meno del 20% della popolazione va a messa la domenica, ma l'80% segue le partite. E comunque, stante la presenza delle notizie sui tg e sui quotidiani, anche i non interessati in qualche modo sanno se una squadra ha vinto o perso. Questa massiccia presenza del pianete calcio ha portato ad una singolare percezione della figura del calciatore, che - come i gladiatori romani - viene innalzato a idolo. Un esempio che vale per tutti è il "caso Maradona": tutti sanno dei suoi problemi con la droga, ma si tende a sorvolare giacché il campione è collocato in una categoria a parte: gli si riconoscono doti straordinarie, e a lui è permesso anche trasgredire. Inoltre, nel calcio la colpa del campione è sfumata negli 11 giocatori che compongono la squadra... la cosiddetta "filosofia del patto con il diavolo": il campione è lo strumento per raggiungere il risultato , e per questo tutto gli è concesso.

S1 S2 S3 S4 S7 S8 P2 "Per chi svolge attività sportiva: l'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping" Regime di dispensazione: RNR validità 3 mesi

S5 1 S6 "Per chi svolge attività sportiva: l'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping" Regime di dispensazione: RNR validità 3 mesi Per uso topico , compreso l'uso dermatologico, oculistico, rinologico, odontostomatologico, non si deve riportare la dicitura soprascritta ma la seguente: "Attenzione per chi svolge attività sportive: il prodotto contiene sostanze vietate per doping. E' vieteta un'assunzione diversa, per schema posologico e per via di somministrazione, da quelle prescritte" Regime di dispensazione: RR . Validità mesi 1 Mannitolo: qualora sia prevsiat una via di somministrazione diversa da quella endovenosa la sostanza non è da considerarsi dopante.

S9 "Per chi svolge attività sportiva: l'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping" Regime di dispensazione: RNR validità 3 mesi Tutti i corticosteroidi sono considerati dopanti quando somministrati per via orale, rettale, endovenosa o intramuscolare.

P1 "Per chi svolge attività sportiva: questo preparato contiene alcoo etilico e può determinare positività ai test anti-doping" Segue il regime di dispensazione del preparato allestito. Le quantità di alcool etilico utilizzate non sono soggette a trasmissione annuale al Ministero della salute.

Di séguito sono riportati gli articoli di interesse nell'àmbito della farmacia; per gli altri si rimanda al testo completo .

Art. 1 . Tutela sanitaria delle attività sportive. Divieto di doping

1. L'attività sportiva è diretta alla promozione della salute individuale e collettiva e deve essere informata al rispetto dei principi etici e dei valori educativi richiamati dalla Convenzione contro il doping, con appendice, fatta a Strasburgo il 16 novembre 1989, ratificata ai sensi della legge 29 novembre 1995, n. 522. Ad essa si applicano i controlli previsti dalle vigenti normative in tema di tutela della salute e della regolarità delle gare e non può essere svolta con l'ausilio di tecniche, metodologie o sostanze di qualsiasi natura che possano mettere in pericolo l'integrità psicofisica degli atleti.

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Attacchi hacker, privacy, rischio sottovalutato?
by Alessandro Lombardi
Alessandro Lombardi Nessun commento

Avete sentito parlare di Cyber crime? In questo articolo approfondirò questo nuovo rischio che sicuramente ancora è un fenomeno sottostimato, il tutto corroborato dai risultati delle ultime indagini dalle quali emerge che l’80% dei manager italiani non considera il Cyber crime “danno economico” e come se non bastasse, il 60% dei manager italiani non ha piena consapevolezza di che cosa sia. Dati alla mano si evince che a seguito della bassa percezione delle conseguenze e data la difficoltà ad individuare strumenti atti a difendersi da tali rischi, non possa che manifestarsi un evidente accrescimento del problema. Se a questo aggiungiamo anche una totale assenza di univocità giuridica dovuta alle diverse legislature degli stati, diviene implicito giungere ad una totale incomprensione del rischio e delle sue conseguenze. Purtroppo, i fatti parlano molto chiaro, se in Italia, non si considera e non si conosce il rischio informatico, si evidenzia come soltanto in Europa la percezione di tale rischio sia balzata in un anno semplicemente dal 9° al 5° posto nella scala dei principali rischi temuti dalle aziende. La crescita del fenomeno e relativi attacchi su PMI è evidentissima ed altrettanto veloce. Siamo passati dal 6% del 2013 al 17% del 2015 con un’evoluzione in meno di 24 mesi del +168% con un trend sempre più in crescita.I danni “procurati, determinati, indotti” da cyber crime, purtroppo hanno subito un estremo accrescimento della loro portata. In termini di Puro Costo si è avuto un +78% rispetto al 2009 e +130% di Tempo per risolvere il problema (dovuto indubbiamente alla miglior difesa della parte lesa, e conseguentemente dalla maggiore “virulenza” dell’attacco). Tali valori portano ad una stima mondiale di 12 miliari di $ di perdite annue per i prossimi 6 anni, con un impatto del:

In Italia si stima una perdita fino a 8 miliardi complessivi (pari allo 0,6% del PIL). Le dichiarazioni di PMI che hanno subito un attacco, hanno dato origine ad una statistica allarmante. Il 22% ha dichiarato un sensibile calo del fatturato:

Un ulteriore aspetto del cyber attack, è che spesso si ha un attacco indiretto, si tende a colpire non tanto la grande azienda, ma bensì le piccole aziende, che vengono utilizzate come “tramite” per attaccare le aziende più grandi Le soluzioni ad una problematica di tale portata ovviamente non sono così scontate e comportano obbligatoriamente una comprensione del rischio. È indispensabile un cambiamento culturale ed un approccio di conoscenza del rischio, sicuramente maggiore rispetto ad altre casistiche che possano determinare delle perdite.

Quindi è fondamentale avere:

A testimonianza di quanto riportato, si evidenzia che anche l’Europa ed il suo governo abbiano cercato di anticipare la gravità del fenomeno istituendo l’European Cybercrime Centre , varando inoltre la direttiva UE n4.0 del 2013 in relazione alla prevenzione e tutela dei dati a seguito di attacco cyber.

Pertanto è indispensabile attuare una gestione del rischio nei tre punti successivi:
Corsi ed Eventi
La biblioteca medica
La Biblioteca per la ricerca
La biblioteca per i pazienti
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